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Dieta a menù fisso VS Dieta libera

20 ott
Tempo di lettura: 3 min

“Dottoressa, ho già fatto tante diete. Il menù fisso settimanale, dopo un po’, mi sta stretto perché mi sento imprigionato” Queta frase esprime un disagio molto più profondo della semplice difficoltà a seguire un piano alimentare.


Non significa che la persona non voglia impegnarsi o che manchi di volontà o che non sia motivata a migliorare la propria alimentazione. Spesso significa che è stanca di vivere il cibo attraverso regole, schemi e imposizioni.


Dopo aver seguito tante diete, una persona può arrivare a conoscere perfettamente cosa dovrebbe mangiare, quali alimenti scegliere e quali quantità rispettare. Eppure, nonostante tutte queste conoscenze, può continuare a fare fatica.


Perché il problema, a quel punto, non è soltanto sapere cosa mettere nel piatto, ma come ci si sente nel dover rispettare continuamente un programma prestabilito.


Un menù settimanale fisso può inizialmente trasmettere sicurezza: elimina il dubbio su cosa preparare, semplifica la spesa e offre una direzione precisa. Ma con il passare delle settimane, quella stessa struttura può diventare soffocante.


Il lunedì bisogna mangiare una determinata cosa, il martedì un’altra, il mercoledì un’altra ancora. E magari quel mercoledì non si ha voglia del piatto previsto, si è invitati fuori, si torna tardi dal lavoro oppure si desidera semplicemente mangiare qualcosa di diverso.


Ed ecco che nasce il conflitto: seguire la dieta oppure ascoltare le proprie esigenze?


Quando una persona avverte continuamente questo conflitto, l’alimentazione rischia di trasformarsi in un insieme di obblighi da rispettare, e più aumentano gli obblighi, più può crescere il desiderio di liberarsene.


In psicologia questo fenomeno può essere collegato alla reattanza psicologica: quando percepiamo che la nostra libertà di scelta viene limitata, possiamo sviluppare una resistenza proprio nei confronti di ciò che sentiamo imposto, anche quando ne riconosciamo l’utilità.


Per questo alcune persone riescono a seguire una dieta perfettamente per alcune settimane, ma poi iniziano a provare insofferenza, a desiderare alimenti diversi, a fare eccezioni e, infine, ad abbandonare completamente il percorso.


Non sempre è la persona a non riuscire a seguire la dieta. A volte è la dieta a non riuscire ad adattarsi alla vita della persona.


Ed è qui che cambia completamente la prospettiva del percorso nutrizionale.


L’obiettivo non dovrebbe essere rendere una persona sempre più brava a obbedire a un menù, ma aiutarla a diventare progressivamente autonoma nelle proprie scelte alimentari.


Questo significa imparare a comporre un pasto equilibrato senza aver bisogno che qualcuno stabilisca esattamente cosa mangiare ogni giorno. Significa conoscere le alternative, saper gestire un pranzo fuori casa, rispettare la propria fame e sazietà, conciliare il piacere di mangiare con le proprie necessità nutrizionali.


La flessibilità, naturalmente, non significa mangiare senza alcun criterio o abbandonare ogni riferimento. Significa avere una struttura che orienta, senza diventare una gabbia.


Un piano alimentare può essere uno strumento educativo, un punto di partenza, una guida temporanea. Ma non dovrebbe necessariamente diventare una regola rigida da seguire per tutta la vita.


Perché il vero successo di un percorso nutrizionale non si misura soltanto da quante settimane una persona riesce a rispettare il menù, ma anche da quanto riesce a costruire un rapporto con il cibo più sereno, consapevole e sostenibile.


E forse, quando un paziente dice: “Dottoressa, non voglio più sentirmi imprigionato in una dieta”, non sta dicendo che vuole smettere di prendersi cura di sé, ma sta chiedendo di imparare a prendersi cura di sé senza dover rinunciare alla propria libertà, ed è una richiesta che merita di essere ascoltata.


Perché l’educazione alimentare dovrebbe insegnare a scegliere, non soltanto a eseguire. E un percorso nutrizionale davvero sostenibile dovrebbe trovare spazio nella vita della persona, senza pretendere che sia tutta la sua vita a ruotare intorno alla dieta.

 
 
 

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